Intervista a Felicia, ex allieva dell’Istituto Cortivo

Felicia, ex allieva dell’Istituto Cortivo, viene dalla provincia di Salerno e racconta la propria esperienza.
Ha frequentato il corso OSA per l’Infanzia e il corso OSA per disabili; è riuscita così ad approfondire il proprio percorso di studi. La sua passione è sempre stata però lavorare con i bambini: disagiati e non. Un’esperienza, che gli ha permesso di realizzare quello che più desiderava.
Attraverso una segnalazione dell’Istituto Cortivo, è stata poi contattata da una cooperativa sociale specializzata nel ramo dell’infanzia.
Inoltre, i vari seminari a cui ha partecipato, le sono stati davvero utili per il raggiungimento delle proprie aspettative.

Archiviato in: Notiziario | 27 maggio 2010

Due allieve dell’Istituto Cortivo raccontano i propri progetti futuri per il mondo dell’infanzia

Flora e Manuela sono due sorelle che provengono dalla provincia di Napoli, ora allieve dell’Istituto Cortivo.
Scoprono l’Istituto grazie ad Internet, ed ad oggi Flora si dichiara molto soddisfatta dei corsi, delle lezioni e anche della sede di Padova che le ospita durante le lezioni.

Le due ragazze hanno un desiderio in comune: mettere in pratica i loro sogni attraverso la creazione di un progetto, quello di lavorare con i bambini, soprattutto di nazionalità straniera. L’idea è di creare una struttura che li accolga nella prima fase dell’educazione, dall’infanzia alla scuola elementare.
Lo scopo è però anche quello di coinvolgere le famiglie di questi infanti, in modo che l’aiuto ad integrarsi nel contesto sociale ospitante sia davvero concreto.

Archiviato in: Notiziario | 30 aprile 2010

Intervista ad Antonella, allieva dell’Istituto Cortivo

Intervista ad Antonella, un’allieva dell’Istituto Cortivo che frequenta il corso di impresa sociale. Racconta la sua esperienza, molto soddisfatta del seminario e dei docenti che l’hanno accompagnata in questo percorso.
Dall’intervista emergono le ambiziose aspirazioni della ragazza: aprire un centro educativo che si orienti al mondo dell’infanzia, che non riguardi solo la fascia da zero a tre anni, perché già molto tutelta dalla legge, ma che comprenda anche i bambini fino ai dieci anni.

Guarda tutti i video di cortivo in YouTube.

Archiviato in: Notiziario | 16 aprile 2010

Intervista a Lucia, un’allieva dell’Istituto Cortivo

Istituto Cortivo intervista Lucia, una ragazza di 36 anni di Firenze che ora lavora come cameriera. Dopo tanti anni in questo settore, infatti, decide di entrare nel sociale proprio con Cortivo.

Tra i vari corsi decide per quello di “assistente all’infanzia”, in quanto il suo interesse è rivolto soprattutto ai bimbi: comincia così il suo progetto di creare una struttura simile ad un “Cortivo Planet”, ma che comprenda anche altri tipi di disagi sociali, come ad esempio madri abbandonate o lievi handicap, o altro, a seconda delle possibilità che potrà offrire la struttura che sarà creata.

Del seminario, Lucia, racconta anche che la preparazione è molto buona e che offre gli strumenti giusti per raggiungere gli obiettivi prefissati.

Guarda i video di cortivo in YouTube.

Archiviato in: Notiziario | 29 marzo 2010

Quando la mamma non c’è – Tirocinio in una scuola d’infanzia

Il tirocinio di Federica Fanti in una scuola d’infanzia della provincia di Modena è stata un’occasione per fare esperienza non solo con il mondo dei bambini ma anche con il disagio infantile e con il fenomeno dell’immigrazione.

Non sempre i genitori agiscono positivamente con i bambini. In alcuni casi possono creare notevoli disagi ai loro figli. Tra i tanti fattori del disagio familiare esiste anche quello della madre che, per vari motivi, non è in grado di prendersi cura del figlio e lo abbandona.

La storia di Mino

Mino ha quattro anni ed è stato abbandonato dalla mamma quando aveva pochi mesi. Vive con il papà e i nonni. Dalle informazioni che ho avuto, la donna è stata sempre una mamma dolce e premurosa. Dal momento del suo allontanamento e dopo alcune sporadiche telefonate iniziali non si è più saputo nulla di lei. Il bimbo non ne parla mai e l’argomento in famiglia è così doloroso da essere diventato un tabù. A sostituire la figura materna è la nonna, una donna di mezza età lavoratrice e molto attiva. Mino esprime comunque un disagio: è iperattivo ed è affetto da balbuzie, un’anomalia del linguaggio di natura psicologica che nasce da uno stato d’ansia e d’insicurezza. Nonostante l’età, ha ancora bisogno dell’”oggetto transizionale”, un fazzoletto di stoffa che attorciglia attorno alle dita o svolazza in aria alla Pavarotti. Quando lo perde è una tragedia: piange ed è inconsolabile. Secondo la teoria di Winnicot, l’oggetto transizionale rappresenta l’unione con la madre e ha una funzione consolatoria nei momenti di distacco. Il rapporto di Mino con il suo fazzoletto è viscerale, profondamente intimo. Rappresenta la scomparsa mai accettata della madre, perderlo significa per lui subire ogni volta un ulteriore abbandono.

Intervento

Non essendo disabile certificato, Mino non può usufruire di un insegnante di sostegno. La pedagogista ci ha così suggerito alcuni interventi educativi mirati. Sono state molte le strategie che ho adottato durante il tirocinio: usare le ricompense per rafforzare le azioni positive e le punizioni per i comportamenti negativi, lodarlo, ignorare la sua iperattività, non utilizzare rimproveri verbali, ripetere frequentemente le regole in modo chiaro e conciso, enfatizzare le aspettative sul suo comportamento piuttosto che focalizzarsi su cosa non deve fare (ad esempio: “dovresti stare seduto durante la lezione” piuttosto che “non alzarti dalla sedia”).

Con Mino è stato efficace anche dividere i compiti più lunghi in piccoli step, utilizzare istruzioni brevi, semplici e specifiche, chiamarlo per nome ogni volta che veniva interpellato o sollecitato a fare qualcosa. Tutti questi suggerimenti sono stati condivisi con la famiglia. Per la buona riuscita dell’intervento è infatti importante che anche i familiari adottino le stesse strategie.

Archiviato in: OSA per l'infanzia | 17 febbraio 2010